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Con la legge 112/2016, nota come legge sul “Dopo di noi”, il legislatore ha introdotto importanti agevolazioni fiscali a supporto di tutte quelle iniziative orientate alla tutela delle persone con disabilità gravi.

Uno di questi strumenti è il Trust “Dopo di Noi” del quale andiamo ad analizzare i punti salienti della sua fiscalità.

 

I REQUISITI PER LE ESENZIONI E LE AGEVOLAZIONI

La costituzione del Trust con atto notarile è il requisito formale richiesto dalla legge.

A questo si aggiungono vari requisiti sostanziali da indicare espressamente nell’’atto istitutivo quali ad esempio la finalità esclusiva, l’inclusione sociale, la cura e l’assistenza del­le persone affette da disabilità grave.

Questi soggetti deboli devono essere gli esclusivi beneficiari ed il trust deve prevedere l’indicazione delle attività assistenziali necessarie a garantire la cura e la soddisfazione dei loro bisogni.

Vanno espressamente indicati il ruolo, i compiti e le responsabilità del trustee e quelle del soggetto  preposto al controllo delle obbligazioni imposte a carico dello stesso.

E’ obbligatorio indicare il termine finale della durata (coincidente con la morte della persona con disabilità grave) e la destinazione del patrimonio residuo.

E’ l'art. 6 della Legge n. 112/16 ad occuparsi delle agevolazioni fiscali, le quali prevedono:

l'esenzione dall'imposta sulle successioni e donazioni che è sicuramente l'agevolazione fiscale più importante.

Il comma 1 prevede che i beni e i diritti conferiti in trust, quando istituiti in favore delle persone con disabilità grave, sono esenti dall'imposta sulle successioni e donazioni prevista dall'art. 2, commi da 47 a 49, del D.L. n. 262/06.

La normativa si occupa anche dell'evento luttuoso della premorienza del beneficiario rispetto ai soggetti che hanno predisposto il relativo negozio, stabilendo che, in tale ipotesi, i trasferimenti di beni e di diritti reali a favore dei suddetti soggetti godano delle medesime esenzioni dall'imposta sulle successioni e donazioni e che le imposte di registro, ipotecaria e catastale si applichino in misura fissa.

Al di fuori di questa ipotesi, in caso di morte del beneficiario, il trasferimento del patrimonio residuo è soggetto all'imposta sulle successioni e donazioni in considerazione del rapporto di parentela o coniugio intercorrente tra disponente, fiduciante e destinatari del patrimonio residuo.

Le altre agevolazioni fiscali

La Legge Dopo di noi, oltre all'esenzione dall'imposta sulle successioni e donazioni appena analizzata, ha previsto anche altre agevolazioni fiscali.

In particolare, l'art. 6 comma 6 stabilisce l'applicazione delle imposte di registro, ipotecaria e catastale in misura fissa ai trasferimenti di beni e di diritti in favore dei trust.

Con la Legge sul “Dopo di noi” del 2016 il legislatore ha già fatto una scelta stabilendo che per i Trust dalla stessa normati per la tutela di soggetti affetti da gravi disabilità, la tassazione non avvenga al momento della dotazione iniziale, proprio per favorire il ricorso a tale Istituto, ma quando avverrà l’eventuale devoluzione del patrimonio residuo a soggetti diversi dai beneficiari.

Inoltre, gli atti posti in essere o richiesti dal trustee, sono esenti dall'imposta di bollo.

E' previsto, poi, che, in caso di conferimento di immobili e di diritti reali sugli stessi nei trust, i Comuni possano stabilire aliquote ridotte, franchigie o esenzioni ai fini IMU.

Le erogazioni liberali, le donazioni e agli altri atti a titolo gratuito effettuati dai privati nei confronti di trust sono deducibili nel limite del 20 per cento del reddito complessivo dichiarato fino ad un massimo di 100.000 euro.

L'art. 5 della legge sul “Dopo di Noi” prevede per le polizze aventi ad oggetto il rischio morte, stipulate in favore di soggetti con disabilità grave, l’elevazione da euro 530 ad euro 750 della detrazione dei premi versati.

Il trattamento tributario dei redditi prodotti in trust 

A seguito delle modifiche apportate all’articolo 73 del TUIR ad opera della Legge finanziaria 2007, il trust è stato introdotto a pieno titolo tra i soggetti passivi ai fini dell’imposta sui redditi delle società IRES.

In particolare la disposizione normativa citata crea, sotto il profilo applicativo tributario, due tipologie di trust:

  • trust con beneficiari individuati (detti anche “trust trasparenti”) i cui redditi vengono imputati per trasparenza ai beneficiari e tassati in capo ad essi  come redditi di capitale ai sensi dell’art. 44, comma 1, lettera g-sexies) TUIR.

In deroga al principio di cassa che in via ordinaria informa la determinazione del reddito di capitale, nella tassazione per trasparenza il medesimo reddito viene imputato al beneficiario indipendentemente dall’effettiva percezione, seguendo il principio della competenza economica.

  • trust senza beneficiari individuati (detti anche “trust opachi”) i cui redditi vengono tassati direttamente e definitivamente in capo al trust scontando l’aliquota IRES ad oggi del 24%.

Il reddito sarà qualificato quale reddito d’impresa in caso di trust commerciali oppure quale appartenente alle singole categorie di reddito al pari di una qualsiasi persona fisica in caso di trust non commerciale.

L’Agenzia delle Entrate afferma però che il soggetto disabile non può essere correttamente qualificato in senso giuridico come beneficiario dei beni del trust quanto, piuttosto, come fruitore dell’assistenza in cui risiede lo scopo “esclusivo” della costituzione del trust stesso.

Qualificando il trust come un trust di scopo e quindi senza un beneficiario individuato ritiene che questo debba rientrare nella categoria dei trust “opachi”, i cui redditi prodotti sono tassati direttamente in capo al trust.

 

BENEFICIARI FINALI

Nel Trust esistono due tipi di Beneficiari: finali e del reddito

Beneficiari finali sono i soggetti che, al termine del Trust, riceveranno da parte del Trustee il patrimonio in Trust (ad esempio: beni immobili, quote societarie) secondo le regole e le percentuali stabilite nell’Atto Istitutivo di Trust dal Disponente. 

I Beneficiari del reddito sono i soggetti che durante la durata del Trust, ricevono i frutti del patrimonio in Trust (ad esempio: affitti e dividendi).

I Beneficiari di reddito e finali possono coincidere.

 

ADEMPIMENTI FISCALI

Il trust, indipendentemente dalla natura opaca, trasparente o mista, è tenuto a determinare il proprio reddito presentando la dichiarazione dei redditi nei modi e nei tempi stabiliti per i soggetti IRES.

Una volta determinato il proprio reddito il trust opaco è tenuto ad assolvere la relativa obbligazione d’imposta al contrario del trust trasparente che deve imputare il reddito ai beneficiari individuati, in capo ai quali sorge, di conseguenza, il relativo obbligo di versare le imposte dovute. 

Il trust commerciale dichiara i propri redditi utilizzando il modello Unico Società di capitali al contrario del  trust non commerciale che deve utilizzare il modello Unico Enti non Commerciali.

In entrambi i casi, nella compilazione del frontespizio del modello di dichiarazione, è necessario indicare il tipo di trust (opaco, trasparente o misto).

a cura di Rag. Massimo Bernardi -  Dott. Niccolò Di Bella