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Il numero delle separazione e dei divorzi è in aumento, complice anche la legge sul divorzio breve.

Questo significa sempre più divisioni del patrimonio di famiglia, più richieste di mantenimento o di assegnazione della casa familiare: insomma, liti fuori e dentro le aule di tribunale!

Problematiche che tendono ad esasperare il rapporto già compromesso dei coniugi che hanno deciso di separarsi, oltre ad incidere sulla serenità ed il benessere dei figli.

Come uscirne? Beh…la risposta può essere l’accordo prematrimoniale. Vediamone insieme i dettagli!

 

Cosa sono

È ancora al vaglio della Camera dei deputati, ma la proposta legislativa c’è e, non appena verrà approvata, i patrimonialisti potranno consigliare ai loro clienti la predisposizione di accordi prematrimoniali.

Secondo il disegno di legge (n. 2669), i coniugi possono regolare, attraverso un accordo, i loro rapporti patrimoniali qualora decidano di separarsi o addirittura divorziare.

Come dice la parola stessa - pre matrimoniale -, questi accordi possono essere stipulati prima delle nozze o durante la vita matrimoniale; in ogni caso, prima ancora che i coniugi giungano nella fase di crisi, dove gli spazi per eventuali intese sono limitati.

Cosa si può inserire

Nell’accordo i futuri sposi hanno la piena libertà di determinare tutti i rapporti patrimoniali e le regole nel caso di separazione e divorzio.
Ad esempio, potranno prevedere, in caso di cessazione del rapporto:

  • la corresponsione di un assegno periodico o una tantum a carico di un coniuge o
  • la costituzione del diritto di usufrutto (o altri diritti reali immobiliari) destinando il ricavato al mantenimento dell’altro coniuge o dei figli.

In ogni caso, ciascun coniuge non potrà attribuire all’altro più di metà del proprio patrimonio.

E se il coniuge volesse rinunciare al diritto di mantenimento? Lo potrà fare e la rinuncia sarà inserita nell’accordo prematrimoniale.

Ma la legge presenta anche una importante novità!

Gli addetti ai lavori sanno bene quanto alcuni (e direi antiquati) limiti del codice civile, complichino strategie di pianificazione: ci riferiamo al divieto dei patti successori.

Con questo intervento legislativo verrebbe meno; infatti, secondo il testo in esame, “in deroga al divieto dei patti successori e alle norme in tema di riserva del coniuge legittimario, possono essere previste anche norme per la successione di uno o di entrambi i coniugi, salvi i diritti degli altri legittimari.”

Questo significa che i coniugi potranno disporre dei propri beni prima ancora che la successione si apra, fermo restando comunque le quote di riserva degli eredi legittimari (ai sensi dell’art. 536 del codice civile, i legittimari sono: il coniuge ed i figli e, in assenza di questi ultimi, gli ascendenti).

Unico limite: gli accordi devono avere un contenuto esclusivamente patrimoniale.

Sono vietate le clausole che, ad esempio, limitino la possibilità di separarsi o di divorziare o di rinunciare al diritto di difesa. Inoltre non possono essere derogati i doveri di solidarietà tra i coniugi (diritto agli alimenti e assistenza materiale e spirituale ex art. 143 del codice civile).

Chi può redigere l’accordo e quanto costa

Considerata la sua importanza e delicatezza, a pena di nullità, l’accordo deve essere stipulato dal notaio alla presenza di due testimoni o attraverso una convenzione di negoziazione assistita da uno o più avvocati. Inoltre, se ci sono figli minori, è necessaria la preventiva autorizzazione del Giudice.

Al pari di tutti gli atti, i documenti e i provvedimenti relativi al divorzio, anche l’accordo prematrimoniale è esente dall'imposta di bollo, di registro e da ogni altra tassa.

Cosa può fare il patrimonialista

Il patrimonialista sa di essere il primo interlocutore del cliente ed è consapevole che la separazione e il divorzio possono mettere compromettere il benessere patrimoniale.

Per questo motivo è opportuno sensibilizzare il cliente nel programmare e gestire, prima ancora che si manifestino, tutti i rischi di natura patrimoniale tipici di questa fase.

Insomma…non resta che aspettare l’approvazione della legge!

a cura della dott.ssa Valentina Pignataro